Cosa sono le WCAG e l’European Accessibility Act: perché adeguarsi è fondamentale per le aziende e l’E-commerce

L’accessibilità digitale è diventata un aspetto imprescindibile per le aziende, specialmente per quelle che operano online. Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) e il European Accessibility Act (EAA) sono due pilastri fondamentali che ogni realtà digitale deve conoscere e seguire. In questo articolo, esploreremo cosa sono, chi sono i soggetti obbligati, e perché è fondamentale adeguarsi a queste normative. E non solo per evitare sanzioni, ma anche per migliorare l’esperienza utente e aprirsi a un mercato più ampio.

Cosa sono le WCAG e perché sono importanti?

Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) sono una serie di linee guida internazionali sviluppate dal W3C Web Accessibility Initiative (WAI) per garantire che i contenuti web siano accessibili a tutte le persone, comprese quelle con disabilità. Le WCAG aiutano le aziende a progettare siti web che possano essere utilizzati da chi ha difficoltà motorie, uditive, visive o cognitive.

Nel 2018 è stata rilasciata la versione 2.1, che ha introdotto nuove linee guida per rispondere meglio alle esigenze degli utenti con disabilità. Le WCAG 2.1 sono organizzate in 4 principi chiave, noti come POUR:

  • Percezione: i contenuti devono essere presentati in modo che possano essere percepiti da tutti gli utenti.
  • Operabilità: il sito deve essere facilmente utilizzabile, anche da chi non può usare il mouse.
  • Comprensibilità: le informazioni devono essere presentate in modo chiaro.
  • Robustezza: il sito deve funzionare su una vasta gamma di dispositivi, inclusi strumenti assistivi.

 

Le WCAG sono suddivise in tre livelli di conformità: A, AA e AAA, dove il livello AA è quello generalmente richiesto dalle normative e quello da seguire per garantire un accesso ampio a tutti gli utenti.

Il European Accessibility Act (EAA): cos’è e chi deve adeguarsi?

L’European Accessibility Act (EAA) è una direttiva europea che mira a garantire l’accessibilità dei prodotti e servizi digitali all’interno dell’Unione Europea. La direttiva 2019/882 è stata adottata per creare un mercato digitale più inclusivo, dove le persone con disabilità possano usufruire di prodotti e servizi digitali senza barriere.
A partire dal 28 giugno 2025, tutte le aziende che offrono servizi digitali al pubblico devono adeguarsi a questi standard, ad eccezione delle microimprese (aziende con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore ai 2 milioni di euro). In Italia, il Decreto Legislativo 82/2022 recepisce l’EAA, e l’adeguamento diventa obbligatorio per tutti gli operatori economici, anche quelli privati, che operano nell’Unione Europea, inclusi gli e-commerce, i servizi bancari online, i servizi di trasporto e molto altro.

Cosa copre l’EAA?

  • Prodotti digitali: come software, sistemi operativi, terminali ATM, smartphone, lettori di e-book.
  • Servizi digitali: come home banking, e-commerce, piattaforme media, servizi di trasporto, e altro.

 

In Italia, i siti web delle Pubbliche Amministrazioni e le grandi aziende con un fatturato annuo superiore ai 500 milioni di euro sono già obbligati ad aderire alle normative di accessibilità, ma con l’EAA, gli obblighi si estendono a tutti i settori e tutte le aziende che offrono prodotti e servizi digitali al pubblico.

Chi è obbligato ad adeguarsi?

Secondo la normativa, tutti i siti e le applicazioni digitali di aziende che vendono prodotti e servizi devono garantire l’accessibilità. In particolare:

  • E-commerce: Siti che vendono prodotti e servizi devono essere conformi alle WCAG 2.1.
  • Banche e servizi finanziari: Le piattaforme di home banking devono essere completamente accessibili.
  • Aziende di trasporto: Le piattaforme online per l’acquisto di biglietti o l’accesso a informazioni di viaggio devono seguire le normative.

 

Le microimprese (con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore ai 2 milioni di euro) sono esentate, ma per la maggior parte delle altre realtà aziendali, l’adeguamento è un obbligo che entra in vigore entro il 2025.

Cosa significa adeguarsi alle WCAG 2.1?

Adeguarsi alle WCAG 2.1 significa garantire che tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità, possano accedere, navigare e utilizzare i contenuti di un sito. Le principali azioni da intraprendere includono:

  • Aggiungere testi alternativi (alt text) a tutte le immagini, video e grafici.
  • Rendere navigabile il sito solo tramite tastiera, per chi ha difficoltà motorie.
  • Garantire un contrasto elevato tra testo e sfondo per facilitare la lettura da parte di persone con disabilità visive.
  • Fornire sottotitoli e trascrizioni per contenuti multimediali come video e podcast.
  • Creare una struttura chiara e prevedibile del sito, evitando cambiamenti improvvisi durante la navigazione.

 

In sostanza, significa progettare un’esperienza che metta al centro l’utente e consenta a chiunque di utilizzare il sito o il servizio in modo autonomo e senza barriere.

Rischi del mancato adeguamento: perché non ignorare le normative

Non adeguarsi alle WCAG e all’EAA può comportare diversi rischi legali e commerciali:

  • Sanzioni amministrative: Le aziende che non rispettano i requisiti di accessibilità possono incorrere in multe, che possono arrivare fino a 40.000 euro;
  • Perdita di clienti: Ignorando l’accessibilità, si escludono potenziali clienti con disabilità. Un sito non accessibile può impedire ad almeno il 20% della popolazione di fruire dei contenuti, riducendo notevolmente il bacino di utenti;
  • Reputazione compromessa: Le aziende che non si adeguano rischiano di perdere la fiducia di una parte importante del loro pubblico. Essere visti come un brand che non tiene conto dell’inclusività può danneggiare gravemente l’immagine aziendale;
  • Esclusione dal mercato: Prodotti e servizi non conformi potrebbero non essere più accettati in molti mercati. Ad esempio, in Italia e in altri Paesi dell’UE, le amministrazioni pubbliche sono obbligate ad acquistare solo prodotti e servizi digitali accessibili.

Come adeguarsi? L’importanza di affidarsi a un’agenzia specializzata

Adeguarsi alle normative di accessibilità richiede competenze specifiche in ambito design, sviluppo web e testing. Non si tratta di un processo che può essere facilmente gestito da chi non ha esperienza diretta con le WCAG. Ecco perché è fondamentale affidarsi a un’agenzia esperta, come Beconcept, che conosca le linee guida WCAG e sappia come applicarle in modo efficace.

Beconcept è in grado di:

  • Effettuare un audit completo del sito o applicazione per valutare la conformità alle WCAG 2.1.
  • Implementare soluzioni di accessibilità nei progetti web, senza compromettere il design o la funzionalità.
  • Formare il personale sull’importanza dell’accessibilità e su come mantenere i contenuti sempre conformi.

Inoltre, Beconcept può aiutarti a monitorare e aggiornare continuamente il tuo sito, garantendo che resti sempre conforme alle normative in evoluzione.

Conclusione: investire nell’accessibilità è una scelta strategica

Adeguarsi alle WCAG e all’European Accessibility Act non è solo un obbligo legale, ma una vera e propria opportunità di business. Un sito accessibile non solo raggiunge un pubblico più ampio, ma migliora l’esperienza utente per tutti e può migliorare il ranking SEO. Ignorare questi obblighi comporta rischi significativi, tra cui multe, perdita di clienti e danno reputazionale.

Investire nell’accessibilità è quindi un passo che porta benefici concreti, sia legali che commerciali. Se hai bisogno di supporto per garantire la conformità alle normative, Beconcept è la scelta giusta per aiutarti a navigare questo processo e assicurarti che il tuo sito o servizio digitale sia accessibile a tutti.

Rimanete sintonizzati per il nostro prossimo articolo, dove esploreremo come fare concretamente l’adeguamento alle WCAG e come Beconcept può supportarti in questo percorso.

Fonti:

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